È la versione elettronica della bulky KH260 — detta "Arianna" per la Defendi Brother — passo 9 mm (distanza fra due aghi).
La prima frontura ha 114 aghi, mentre la seconda (KR260) ne ha 110. Con le combinazioni dei tasti del carrello principale, si possono fare in automatico i punti Tuck, Pizzo (Thread lace), Maglie passate, Mosaico, Fair Isle, Jacquard. Non avendo le manopolie "lili", nel punto Jacquard bisogna selezionare manualmente gli aghi alternativamente, per ottenere l'effetto bird's eye sul retro del lavoro.
Con la seconda frontura, oltre il punto Jacquard, si ottengono tutti i punti a maglia doppia, jersey, milano e mezzo milano, coste, coste inglesi, perlate, trecce, propri delle macchine da maglieria standard.
Di default ha 556 disegni in memoria e la porta scart per poterla connettere al lettore disegni PPD, uno "scatolotto" che permetteva la selezione dei disegni attraverso la TV catodica. Attraverso quella porta si potevano collegare direttamente anche le cartucce (in inglese "cartridge") per archiviare in memoria e selezionare i disegni digitalizzati attraverso il PPD.
Io non ho mai avuto cartucce/PPD perciò, dopo aver fatto la manutenzione base e il primo collaudo, mi sono subito procurata il cavo Brother-link-4, per poterla utilizzare con il sistema software/hardware DAK, Design-A-Knit, di Softbyte UK. Era l'autunno del 2019, poco prima dell'entrata in vigore della Brexit e dell'emergenza globale Sars-CoV-2: durante la pandemia ho trascorso il tempo di isolamento lavorando sodo sulle macchine, da remoto anche assieme a studenti e studentesse delle scuole di moda di Milano, che cercavano un supporto per le loro tesi.